fortitudo 3.gifForse per via dell’imminente (ma sarà proprio vero?) arrivo di Kobe Bryant a Bologna sulla sponda Virtus, o più probabilmente per via delle recenti vicende societarie che ne hanno provocato l’estemporanea scomparsa dai circuiti professionistici, la squadra della Fortitudo sembra essersi defilata dall’attenzione degli appassionati italiani di pallacanestro. Eppure, partita come associazione sportiva dilettantistica nata dalla sezione autonoma dell’antica polisportiva Società Ginnastica Fortitudo A.s.d., fin dai primi anni ’90 la Fortitudo Pallacanestro è stata uno dei club professionistici più ricchi e competitivi d’Europa, affollato di cestisti che hanno primeggiato a livello nazionale e internazionale sotto il logo della F scudata. Nei mesi scorsi, proprio il logo avente ad oggetto la famosa “F” scudata e sovrastata da un’aquila bianca è stato al centro di un’ordinanza della Sezione specializzata del Tribunale di Bologna, emessa al termine di un procedimento cautelare iniziato sullo sfondo di un’intricata controversia societaria. Con detto procedimento, la ricorrente Sogema S.r.l. – che nel 2005 aveva acquisito dalla Fortitudo Pallacanestro S.r.l. il ramo d’azienda relativo all’attività commerciale e di marketing – ha rivendicato di essere licenziataria esclusiva del marchio “Fortitudo” in quanto, tra gli assets ceduti a Sogema con la suddetta cessione di ramo d’azienda, rientrava anche il contratto con cui la Società Ginnastica Fortitudo (titolare del marchio) aveva concesso la licenza d’uso esclusivo del marchio alla Fortitudo Pallacanestro S.r.l., poi smantellata. Va anche detto che, con l’assenso della Società Ginnastica Fortitudo, a giugno del 2011 una cordata di imprenditori bolognesi ha acquistato i diritti di partecipazione al campionato di Lega Due dalla squadra Basket Club Ferrara S.r.l., cambiandole il nome in Fortitudo 2011 S.r.l. e raggiungendo così l’obiettivo di restituire l’aquila e la sua “F” scudata ai campionati professionistici. Rivendicando la propria qualità di licenziatario esclusivo, Sogema – che nel 2010 aveva ceduto in sub licenza il marchio Fortitudo ad una squadra di basket dilettantistica – ha pertanto agito in via cautelare affinché il Tribunale  inibisse la Fortitudo 2011 S.r.l., Basket Club Ferrara S.r.l. e  Società Ginnastica Fortitudo A.s.d. dall’utilizzare il marchio Fortitudo per contraddistinguere i propri prodotti, le proprie squadre sportive e per qualsivoglia altro scopo. Investito della questione, il Tribunale di Bologna ha innanzitutto rilevato che il ramo di azienda ceduto dalla Fortitudo Pallacanestro S.r.l. a Sogema riguardava esclusivamente l’attività commerciale / marketing e comprendeva i contratti attivi necessari per l’attività dei rami d’azienda compresi nel conferimento – come confermato dal testo della relativa delibera assembleare – mentre l’attività sportiva rimaneva in capo alla cedente Fortitudo Pallacanestro S.r.l., poi smantellata. Di conseguenza, stando al Tribunale, benché il marchio ceduto in licenza esclusiva a Fortitudo Pallacanestro S.r.l. – e poi a Sogema, a seguito della cessione di ramo d’azienda – fosse registrato per i prodotti e servizi nelle classi 14, 16, 18, 24, 25, 26, 28 e 41 (quest’ultima includendo il servizio “attività sportive e culturali, organizzazione di eventi e manifestazioni e competizioni sportive), nell’acquisire il ramo d’azienda relativo all’attività commerciale e marketing di Fortitudo Pallacanestro S.r.l., Sogema non era subentrata in alcun diritto di utilizzazione del marchio nell’ambito di attività sportive. Il Tribunale (nella persona del giudice tifoso?) ha pertanto rigettato la richiesta di inibitoria. L’aquila può dunque fare ritorno al palazzetto.    

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