Photo of Vittorio Cerulli Irelli

Following yesterday’s deposit by Austria of its instrument of ratification of the Protocol on Provisional Application of the Agreement on the Unified Patent Court, the General Secretariat of the Council of the European Union has just declared that the Protocol has now entered into force. Similar statements were issued by the European Patent Office and

The long awaited ‘SEPs Expert Group report’ has been published on Wednesday 10 February on the European Commission’s website (available here). As readers will recall (see here for further details and group members), the expert group was set up by the Commission in July 2018, with the task of providing economic, legal and technical

In the aftermath of the publication of the Commission’s Communication on standard essential patents (SEPs), two rival workshops were established within the framework of the European Standards Organizations CEN and CENELEC with the purpose of establishing a code on best practices for SEP licensing.

After the first workshop (WS-SEP), backed by IP Europe,

The CJEU has just confirmed that the concerted provision of misleading information about product safety can constitute a restriction by object under Article 101(1) TFEU, when it is intended to reduce the competitive pressure resulting from an alternative medicinal product (Case C-179/16, F. Hoffmann-La Roche and Others v Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato).

Continue Reading Breaking news: CJEU ruling in Hoffmann-La Roche published on 23 January

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On 18 October 2016 the Higher House of the Italian Parliament approved the draft bill on ratification of the Unified Patent Court Agreement (UPCA), with 161 votes in favour, 30 against and 7 abstentions. The approval by the Higher House comes only a few weeks after the same bill was approved by the Italian Chamber of Deputies

The Italian Ministry of Justice has identified the premises of the Milanese local division of the Unified Patent Court. The division will be hosted in a new building, a few meters away from the main courthouse. The building already hosts other judicial offices and, as of today, is not entirely in use, ensuring the necessary flexibility if an expansion of the division will be needed in the future. See here for an aerial view of the San Barnaba building.
Continue Reading Italy and the central division of the UPC: the Parliament takes a wait and see approach

articolo VCI.jpgIl 22 settembre, la Corte di Giustizia dell’Unione europea (CGUE) ha finalmente pronunciato la sua attesissima decisione nel caso Microsoft Mobile e aa. contro SIAE (C-110/15), che rappresenta un importante punto di svolta ed allo stesso tempo una significativa vittoria per l’industria.

Analizzando il sistema italiano di prelievo per copia privata, la Corte di Giustizia ha fatto luce su numerose questioni di rilevanza generale. Anzitutto, i giudici del Lussemburgo hanno affermato che la normativa italiana si pone in contrasto con il diritto dell’Unione e, in particolare, con il principio della parità di trattamento, nella misura in cui non prevede disposizioni di applicazione generale che esonerino dal pagamento del prelievo per copia privata e delega la SIAE a negoziare tali esenzioni con i soggetti su cui grava l’obbligo di pagare tale compenso.

Continue Reading Corte di Giustizia: la normativa italiana in materia di equo compenso per copia privata è illegittima

brexit-referendum-uk-1468255044bIX.jpgLarga parte degli addetti ai lavori si è interrogata sulle sorti del Tribunale Unificato dei Brevetti (Unified Patent Court – UPC) a seguito del referendum inglese. E’ evidentemente molto difficile dare risposte certe, ma si possono ipotizzare i diversi possibili scenari.

Partendo dagli aspetti meno aleatori, si può ormai sostenere quasi con certezza che ci sarà quantomeno uno slittamento dell’entrata in vigore dell’UPC rispetto alle previsioni pre-Brexit, che, come noto, collocavano tale entrata in vigore per l’inizio del 2017. Presupposto di queste previsioni era che il Regno Unito ratificasse l’Accordo UPC entro la fine del 2016, il che sembra ormai più impossibile che improbabile.

Senza una tale ratifica, ove non si procedesse ad una revisione dell’Accordo, occorrerà attendere che il Regno Unito cessi di essere uno Stato Membro dell’Unione Europea (verosimilmente, non prima della fine del 2018, visto il termine di due anni previsto dall’ormai a tutti familiare art. 50 del Trattato di Lisbona). L’Accordo UPC infatti prevede – come condizione per la sua entrata in vigore – la ratifica da parte dei tre paesi membri dell’Unione Europea sul cui territorio più brevetti europei spiegavano i loro effetti nel 2012 (ossia Germania, Francia e, appunto, fino a che non cessi di essere un paese membro dell’Unione Europea, Regno Unito).

Continue Reading Brexit e UPC: e ora?

Come promesso, vediamo quali sarebbero le vere significative conseguenze che deriverebbero dall’istituzione di una Corte centralizzata con giurisdizione paneuropea.Thumbnail image for patented_stamp-300x249.jpg

Prima fondamentale conseguenza è che ogni preteso contraffattore potrà essere citato – con effetti paneuropei – innanzi a qualsiasi sezione nazionale della nuova Corte, alla sola condizione che egli commercializzi i propri prodotti nel paese membro in cui ha sede la specifica sezione nazionale adita. Volendo offrire un esempio, un’impresa italiana che commercializza i propri prodotti in Germania potrà essere citata per contraffazione innanzi alla sezione tedesca della Corte. La decisione di quest’ultima avrà effetto diretto e potrà essere eseguita in tutti i paesi membri dell’accordo istitutivo della Corte centralizzata e quindi anche in Italia, dove la decisione avrà valore di titolo esecutivo (art. 82 della versione definitiva dell’accordo). Tale decisione potrà disporre l’inibitoria della produzione, il sequestro dei beni contraffattivi e dei mezzi di produzione, il risarcimento del danno e tutte le altre misure tipiche poste a tutela dei diritti di proprietà intellettuale. Tale decisione sarà in tedesco, emessa all’esito di un procedimento – cui l’impresa italiana non potrà sottrarsi – svolto in tedesco o, al massimo, al ricorrere di determinate circostanze, nella lingua del brevetto (che in ogni caso non sarà mai l’italiano). Tale decisione sarà poi appellabile innanzi alla istituenda Corte d’Appello in materia brevettuale che avrà sede a Lussemburgo. La lingua dell’appello sarà quella del primo grado, e quindi ancora una volta il tedesco. Esaurito l’appello, non ci sarà alcun terzo grado di giudizio. Non solo, perchè un’impresa possa essere citata innanzi una sezione diversa dalla propria sezione nazionale (e quindi costretta a difendersi in una lingua diversa dalla propria), neppure è necessario che essa sia direttamente attiva sul relativo mercato straniero. E’ sufficiente che essa abbia lì un proprio distributore o comunque che vi siano altre ragioni di connessione (e sappiamo benissimo quanti sono i modi per sottrarre un preteso contraffattore al proprio giudice naturale). 

Continue Reading European Patent Package: danke, thanks, arigato?