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On 18 October 2016 the Higher House of the Italian Parliament approved the draft bill on ratification of the Unified Patent Court Agreement (UPCA), with 161 votes in favour, 30 against and 7 abstentions. The approval by the Higher House comes only a few weeks after the same bill was approved by the Italian Chamber of Deputies on September 15th, and a few days after the opinion of Commission on EU affairs of the House commented here.

The bill is now ready to move to the final stages of the ratification process and to be signed into law by the President of the Republic. This approval comes in a moment of great uncertainty on the future of the system, due to the turmoil caused by the UK referendum.

brexit-referendum-uk-1468255044bIX.jpgLarga parte degli addetti ai lavori si è interrogata sulle sorti del Tribunale Unificato dei Brevetti (Unified Patent Court – UPC) a seguito del referendum inglese. E’ evidentemente molto difficile dare risposte certe, ma si possono ipotizzare i diversi possibili scenari.

Partendo dagli aspetti meno aleatori, si può ormai sostenere quasi con certezza che ci sarà quantomeno uno slittamento dell’entrata in vigore dell’UPC rispetto alle previsioni pre-Brexit, che, come noto, collocavano tale entrata in vigore per l’inizio del 2017. Presupposto di queste previsioni era che il Regno Unito ratificasse l’Accordo UPC entro la fine del 2016, il che sembra ormai più impossibile che improbabile.

Senza una tale ratifica, ove non si procedesse ad una revisione dell’Accordo, occorrerà attendere che il Regno Unito cessi di essere uno Stato Membro dell’Unione Europea (verosimilmente, non prima della fine del 2018, visto il termine di due anni previsto dall’ormai a tutti familiare art. 50 del Trattato di Lisbona). L’Accordo UPC infatti prevede – come condizione per la sua entrata in vigore – la ratifica da parte dei tre paesi membri dell’Unione Europea sul cui territorio più brevetti europei spiegavano i loro effetti nel 2012 (ossia Germania, Francia e, appunto, fino a che non cessi di essere un paese membro dell’Unione Europea, Regno Unito).

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Le tasche di un paio di jeans, che valorizzino le forme di chi li indossi, aumentandone il comfort e migliorandone l’estetica, possono essere oggetto di brevetto.

È quanto emerge dalla recente sentenza del Tribunale di Milano (n. 472/2016, pubblicata il 14 gennaio 2016), davanti al quale la nota casa di moda Max Mara aveva convenuto in giudizio le società Gruppo Germani S.r.l. e la sua controllante, il Passatempo S.p.a.

Max Mara è titolare di un brevetto avente ad oggetto tasche di pantaloni in grado di valorizzare e modellare i glutei della donna che li indossa. In particolare, la tasca rivendicata si compone di due elementi che, una volta cuciti insieme, assumono una forma tridimensionale. Ponendo le due porzioni di tessuto su un piano orizzontale, in modo tale che i bordi siano a contatto in almeno un punto, le parti opposte delle due porzioni di tessuto vanno a separarsi. Ponendo i due tagli di tessuto su un piano curvo, essi “si toccano” interamente, conferendo così alla tasca una dimensione tridimensionale e riducendo lo “schiacciamento” esteticamente sgradevole nella zona dei glutei.

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A partire dallo scorso 2 febbraio 2015 è possibile trasmettere in via telematica all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi le nuove domande di brevetto, marchio e disegno industriale.

In particolare, il nuovo sistema prevede la possibilità per chiunque (privati, rappresentanti di aziende e mandatari) di depositare domande di brevetto, marchio, disegno industriale, istanze connesse a dette domande e richieste di rinnovo dei marchi, nonché traduzioni di brevetti europei, attraverso una apposita sezione del sito dell’UIBM. Per accedere al servizio è necessario disporre sia di una firma digitale che di una casella di posta elettronica certificata, e registrarsi seguendo le istruzioni presenti sul portale.

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La Repubblica di San Marino ha di recente registrato due importanti interventi normativi in materia di tutela dei diritti di proprietà industriale.

Con l’Accordo bilaterale di interpretazione San Marino – Italia (ratificato con il Decreto consiliare n. 217/2014) si è chiarito che la clausola di reciproco riconoscimento prevista dall’art. 43 della Convenzione di amicizia e buon vicinato del 1939 (ed in base alla quale ciascuno dei due Stati si obbliga ad impedire, nel proprio territorio, la violazione di invenzioni, modelli, disegni e marchi oggetto di protezione nell’altro) si applica solo ai diritti di proprietà industriale depositati attraverso procedure nazionali.

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La Legge di Stabilità per il 2015 ha introdotto (art.1, commi 37-45, L. 190/2014) il c.d. Patent Box, un nuovo regime fiscale agevolato che ha lo scopo di favorire lo sfruttamento economico di alcune tipologie di beni immateriali, a favore delle aziende che pongono in essere attività di ricerca e sviluppo connesse ad opere dell’ingegno.

Tale strumento, già noto a molti paesi europei, quali Francia, Regno Unito, Spagna, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo, prevede, per imprese ed enti commerciali, una parziale esenzione dei redditi derivanti dall’utilizzo dai cosiddetti intangible asset (brevetti, marchi, processi, formule e know how giuridicamente tutelabili), calcolati sulla base del rapporto tra costi di attività di R&S fronteggiati per l’accrescimento, il perfezionamento e lo sviluppo dei beni, ed i costi di produzione degli stessi.

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330px-Advokat,_Engelsk_advokatdräkt,_Nordisk_familjebok.pngll 18 Novembre 2014, Yves Bot, Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ha presentato le proprie conclusioni sui due ricorsi spagnoli (rispettivamente C-416/13 e C-417/13) contro il regolamento UE 1257/2012, in materia di cooperazione rafforzata allo scopo di istituire una tutela brevettuale unitaria, (precisamente gli articoli 9(1), 9(2) – Compiti amministrativi nel quadro dell’Organizzazione europea dei brevetti – e il 18(2) – Entrata in vigore e applicazione) e contro il regolamento UE 1260/2012, circa il regime linguistico del brevetto unitario.

In pratica la Spagna afferma che il Regolamento 1257/2012 è da considerarsi inesistente o in subordine occorre dichiararlo privo di fondamento giuridico in quanto mancano misure volte a garantire la protezione uniforme prevista dall’articolo 118 TFUE. La Ricorrente sottolinea inoltre l’abuso dello strumento della cooperazione rafforzata, usata per propositi diversi da quelli previsti dal Trattato, nonché violazione dell’articolo 291(2) TFUE e errata applicazione del precedente giurisprudenziale Meroni, in materia di determinazione delle tasse di rinnovo e la loro distribuzione tra i vari stati.

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Si pubblica qui di seguito una rassegna di materiale. Fateci ovviamente avere ogni altro documento riteniate utile al dibattito, lo inseriremo immediatamente.

TESTI LEGISLATIVI E CONVENZIONALI: 

  • Regolamento (UE) N. 1257/2012 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2012 relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore dell’istituzione di una tutela brevettuale unitaria (disponibile qui)
  • Regolamento (UE) N. 1260/2012 del Consiglio del 17 dicembre 2012 relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore dell’istituzione di una tutela brevettuale unitaria con riferimento al regime di traduzione applicabile (disponibile qui)
  • Accordo su un tribunale unificato dei brevetti, sottoscritto a Bruxelles, il 19 febbraio 2013 (disponibile qui)
  • Progetto di regole di procedura (XV bozza, 31.05.2013 – disponibile qui)

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pills2.jpgIeri è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto di attuazione dell’art. 12 co. 6 del Decreto Balduzzi (G.U. n. 131 del 6 giugno 2013, pagg. 57 e ss.).

Il Decreto pubblicato ieri costituisce l’ultimo tassello della riforma che, regolamentando (tra le altre cose) le nuove procedure autorizzative e di rimborso dei farmaci generici, ha tentato di contemperare due contrapposti interessi: da un lato, l’esigenza di salvaguardare la proprietà industriale nel settore farmaceutico e, dall’altro lato, la necessità di promuovere lo sviluppo dell’industria dei farmaci generici velocizzandone l’autorizzazione ed il rimborso da parte del SSN.

Continue Reading Cosa vuol dire “prezzo di vendita di evidente convenienza per il SSN”? Il Ministero della Salute sull’art. 12 del Decreto Balduzzi

40642934.jpgE’ di pochi giorni fa la pubblicazione della Risoluzione del Consiglio in materia di lotta contro le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale per il periodo 2013-2017, con la quale il Consiglio, “consapevole del pregiudizio economico e alla reputazione causato dalle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale per le imprese e gli autori dell’UE, nonché degli utili generati da tali attività illecite per la criminalità organizzata e  preoccupato per i rischi che le merci contraffatte possono costituire per la salute e la sicurezza dei consumatori, degli utenti finali e per l’ambiente, oltre alle conseguenze economiche e sociali”, ha approvato il piano d’azione doganale dell’UE in materia di lotta contro le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale per il periodo 2013-2017. In quest’ottica si pone anche il testo della “Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale da parte delle autorità doganali”, approvato nel febbraio scorso dal Comitato dei Rappresentanti Permanenti e dalla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento europeo (IMCO). Ci si attende che il nuovo regolamento, che sostituirebbe il regolamento (CE) n. 1383/2003, entri in vigore prima dell’estate, non appena terminato l’iter legislativo comunitario. 

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