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La Legge di Stabilità per il 2015 ha introdotto (art.1, commi 37-45, L. 190/2014) il c.d. Patent Box, un nuovo regime fiscale agevolato che ha lo scopo di favorire lo sfruttamento economico di alcune tipologie di beni immateriali, a favore delle aziende che pongono in essere attività di ricerca e sviluppo connesse ad opere dell’ingegno.

Tale strumento, già noto a molti paesi europei, quali Francia, Regno Unito, Spagna, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo, prevede, per imprese ed enti commerciali, una parziale esenzione dei redditi derivanti dall’utilizzo dai cosiddetti intangible asset (brevetti, marchi, processi, formule e know how giuridicamente tutelabili), calcolati sulla base del rapporto tra costi di attività di R&S fronteggiati per l’accrescimento, il perfezionamento e lo sviluppo dei beni, ed i costi di produzione degli stessi.

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marmo.pngLast spring our blog examined trademarks and Geographic Indications (GIs) see Daniela Ampollini below, “Se è un marchio è un marchio, se è un’indicazione geografica, non può essere un marchio” and in December 2014 the overlap between GIs and trademarks was a conference topic for partner, Julia Holden at the INTA December meeting in Munich. Last week in Brussels a one day conference also discussed whether Geographical Indications (GI) should be extended to non agricultural products. While the conference findings and responses to the consultation Green Paper are yet to be published, this article looks at whether it could be useful to extend the stretch of GIs beyond its current limits of foodstuffs wines and spirits to additional non-agricultural products.

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330px-Advokat,_Engelsk_advokatdräkt,_Nordisk_familjebok.pngll 18 Novembre 2014, Yves Bot, Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ha presentato le proprie conclusioni sui due ricorsi spagnoli (rispettivamente C-416/13 e C-417/13) contro il regolamento UE 1257/2012, in materia di cooperazione rafforzata allo scopo di istituire una tutela brevettuale unitaria, (precisamente gli articoli 9(1), 9(2) – Compiti amministrativi nel quadro dell’Organizzazione europea dei brevetti – e il 18(2) – Entrata in vigore e applicazione) e contro il regolamento UE 1260/2012, circa il regime linguistico del brevetto unitario.

In pratica la Spagna afferma che il Regolamento 1257/2012 è da considerarsi inesistente o in subordine occorre dichiararlo privo di fondamento giuridico in quanto mancano misure volte a garantire la protezione uniforme prevista dall’articolo 118 TFUE. La Ricorrente sottolinea inoltre l’abuso dello strumento della cooperazione rafforzata, usata per propositi diversi da quelli previsti dal Trattato, nonché violazione dell’articolo 291(2) TFUE e errata applicazione del precedente giurisprudenziale Meroni, in materia di determinazione delle tasse di rinnovo e la loro distribuzione tra i vari stati.

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Qualcuno finalmente si prenderà cura delle cosiddette “opere orfane” anche in Italia. È quanto ha stabilito il recentissimo D.lgs. n. 163 del 10 novembre 2014 che, nel recepire la direttiva n. 2012/28/UE, ha introdotto all’art. 1 nuove disposizioni nella legge sul diritto d’autore (artt. 69bis-69-septies). L’input riformatore risale al 2006 quando una raccomandazione della Commissione europea (2006/585/CE) aveva prospettato un miglioramento delle condizioni per la digitalizzazione del materiale culturale con la creazione di meccanismi che facilitassero l’accesso alle opere orfane.

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E’ stata pubblicata ieri la decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea nel caso Apple (C- 421/13) relativo alla registrazione come marchio del format dell’Apple Store, e la Corte a detto che potrebbe in effetti trattarsi di marchio valido.

E’ noto agli addetti ai lavori che la protezione della tutela dei format commerciali – siano essi relativi a c.d. flagship stores di prodotti (tipicamente nel campo dell’abbigliamento, ma non solo) o a esercizi di ristorazione, bar o simili – non è questione di facile soluzione: fino a che punto può lo strumento del marchio servire a proteggere l’aspetto specifico, il format, del negozio o ristorante, oltre ovviamente all’insegna ed al marchio propriamente detto utilizzato all’interno dello stesso? Possono servire altre forme di tutela, quali ad esempio il design registrato o il diritto d’autore? Secondo la Corte di Giustizia, è chiaramente ipotizzabile una registrazione di marchio che riguardi “l’allestimento di uno spazio vendita”.Apple C-421-13-1.png

 

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dop.jpgIn una decisione del 28 aprile scorso il Tribunale di Roma ha affrontato il mai facile tema del conflitto tra i marchi e le indicazioni geografiche, affermando in sostanza che un vero conflitto nemmeno potrebbe esistere, vista la necessità che il marchio abbia capacità distintiva e la connaturata funzione descrittiva, invece, delle indicazioni geografiche.bicchiere vino.jpg

 

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youtube.jpgCon decisione del 5 maggio 2014, il Tribunale di Torino ha rigettato la domanda cautelare di Delta TV Programmes nei confronti Google e Youtube, finalizzata ad ottenere un’inibitoria urgente in relazione alla pubblicazione abusiva, su Youtube, di episodi di varie telenovelas di proprietà della ricorrente. Il Tribunale ha rigettato la domanda ribadendo il contenuto delle norme del d.lgs. 7/2003 secondo cui, in sostanza, il “fornitore di servizi della società dell’informazione” che svolga semplice attività di hosting, come nel caso del fornitore di servizi internet di videosharing, quale è Youtube, gode di una deroga di responsabilità in relazione alla eventuale violazione di diritti esclusivi commessa attraverso lo sharing non autorizzato di contenuti protetti, nel caso in cui, in seguito alla diffida ricevuta dal titolare dei diritti, i contenuti siano prontamente rimossi.  

Continue Reading Nessun obbligo di sorveglianza o ricerca per Youtube, secondo il Tribunale di Torino.

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È del mese di aprile la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (L098, 1° aprile 2014) della registrazione di due nuove DOP (Denominazione di Origine Protetta): l’italiana “Miele Varesino” e la portoghese “Requeijão de Beira Baixa”.

Continue Reading Due nuove DOP comunitarie: una è tutta italiana

Justitia-bilancia.PNGLa Corte di Cassazione, con sentenza n. 7783/2014, è di recente tornata ad affrontare la questione legata al conflitto tra interesse alla riservatezza dei dati personali e diritto di difesa in giudizio, con risvolto favorevole per il secondo contendente e una precisa indicazione: l’abuso di protezione dei dati personali deve essere arginato. Una protezione eccessiva (ed ingiustificata), infatti, rischia – osserva la Corte – di ingolfare il sistema e di annacquare nell’indifferenziazione la tutela delle situazioni e degli interessi effettivamente meritevoli. 

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European_flag_outside_the_Commission.jpgIl 21 marzo scorso la Commissione Europea ha approvato il Regolamento n. 316/2014 sull’applicazione dell’articolo 101, par. 3 TFUE agli accordi di trasferimento di tecnologie (Technology Transfer Block Exemption Regulation, TTBER). Detto regolamento sostituisce, a partire dall’1 maggio 2014, il precedente Regolamento n. 772/2004 la cui scadenza era fissata per il 30 aprile p.v. Contestualmente, sono state emanate anche le Linee Guida sull’applicazione dell’articolo 101 TFUE agli accordi sul trasferimento di tecnologie, col fine, evidente, di fornire immediatamente alle imprese ed agli altri operatori del mercato le prime indicazioni sull’applicazione della normativa in esame.

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